La vaccinazione antinfluenzale pediatrica si inserisce in una strategia di prevenzione che riguarda non soltanto la salute dei singoli bambini, ma anche l’impatto dell’influenza sulla comunità e sui servizi sanitari. Le farmacie di comunità, in stretta collaborazione con i pediatri di libera scelta, possono rafforzare l’attività di sensibilizzazione dei genitori sull’importanza di vaccinare i propri figli, colmando il gap tra raccomandazione alla vaccinazione e adesione. Se ne è parlato all’evento “Vaccinazione antinfluenzale - La prevenzione comincia dall'infanzia”, organizzato da Nomos Centro Studi Parlamentari. All’incontro, che si è tenuto il 29 settembre, è intervenuto Michele Pellegrini Calace, segretario nazionale di Federfarma.
Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), nella stagione influenzale 2024/2025 30 Paesi dell’Unione europea prevedevano una raccomandazione per la vaccinazione di bambini e adolescenti, secondo strategie differenziate per età e gruppi a rischio. Tuttavia, tra la raccomandazione e l’adesione delle famiglie resta una distanza da colmare. Per questo, oltre alla disponibilità dell’offerta, diventa centrale la capacità del sistema di accompagnare le famiglie nella scelta informata e nell’accesso alla prevenzione. Da qui la necessità di una strategia condivisa che metta insieme programmazione, comunicazione, accessibilità e fiducia.
Oltre a confrontare esperienze e modalità organizzative tra diverse Regioni, il tema della fiducia è stato al centro di un panel dedicato al ruolo dei professionisti della salute e delle reti territoriali nel rapporto con le famiglie e nel contrasto alle esitazioni vaccinali. Dal confronto è emerso che per aumentare le coperture servono informazioni chiare e in linea con le evidenze scientifiche, un’offerta vaccinale facilmente accessibile e una collaborazione sempre più stretta tra pediatri, servizi sanitari e istituzioni.


